Attività sul territorio
Pane in Piazza
Piazza del Duomo, Milano – 2025





In un tempo di muri, reali e simbolici, La Porta dell’Umanità è sorta nel cuore di Milano a Pane in Piazza, l’evento panario di beneficenza promosso da Missioni Estere Cappuccini Onlus, come gesto collettivo: non solo un’installazione artistica, ma un invito a ripensare la nostra appartenenza comune attraverso arte, memoria e condivisione.
Ideata da Stéphane Ngono, artista ed educatore camerunese, e realizzata insieme ai ragazzi delle comunità Casa di Camillo e Casa Miriam, con l’architetto e maestro di lavoro Matteo Bissaca, l’opera nasce come risposta a un immaginario in cui lo straniero è spesso ridotto a numero. Al centro c’è invece l’essere umano nella sua interezza, portatore di storie e culture.
Ispirata alle architetture cerimoniali dei popoli della foresta equatoriale africana, di cui Ngono è erede diretto, la porta, da sempre soglia tra mondi, diventa qui simbolo di incontro tra culture e riconoscimento del valore umano oltre i confini. Realizzata in legno d’abete (3,70 m x 4,50 m), è decorata con disegni tracciati dai ragazzi stessi.
Il rosso dominante evoca le radici africane e la fatica del cammino migratorio.
Dietro ogni tratto, un lavoro educativo profondo: fare arte con i ragazzi significa dar loro uno strumento di espressione e libertà, un modo per esercitare cittadinanza.
Lo spirito del Pianeta
Clusone – 2024






A giugno, a Clusone, il festival internazionale Lo Spirito del Pianeta ospita gruppi indigeni da tutto il mondo con eventi, spettacoli e workshop legati alle culture tradizionali. In questo contesto è nato il Percorso di Arte Partecipata, un percorso artistico partecipato che invita i visitatori ad attraversare porte simboliche legate all’identità di ciascuno.
All’opera hanno partecipato alcuni nostri ospiti, per cui il tema del viaggio non è solo artistico ma personale: una separazione dalla famiglia, o un percorso di ripartenza dopo una strada sbagliata. Alternare lavoro, montagna e convivenza con volontari e artisti internazionali è stato per loro un’esperienza rara.
Ancora una volta, i ragazzi non hanno portato un bisogno ma un contributo: l’installazione è la rappresentazione della loro parte capace e bella. In quei giorni la squadra è stata trattata come le altre: un compito, un posto al ristorante, un alloggio. Un ruolo, non un regalo. Un posto, non un’accoglienza.